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Un pellegrinaggio in Terra Santa

Israele, Palestina, la Terra Santa. Una stretta striscia di terra che fa ponte tra continenti, popoli e culture. Una terra di contraddizioni: montagne dalle cime innevate, foreste verdeggianti e rocce desertiche, situata tra il Mar Mediterraneo e il Mar Morto. Un luogo che è stato il punto focale degli avvenimenti più drammatici della storia del genere umano, una terra di guerre, tumulti e fede. La culla delle 3 principali religioni monoteiste. Gesù è nato qui, a Betlemme. Visse e studiò a Nazaret, adempì alle profezie in Galilea e trovò la morte a Gerusalemme. Mi è difficile descrivere le emozioni che si provano recandosi in queste terre. Sono esperienze soggettive che dipendono molto, a mio avviso, dallo stato d'animo con cui uno le affronta. Una base di cultura religiosa, la conoscenza delle vicende storiche passate e presenti del popolo ebraico e palestinese, l'informazione sulle abitudini, sui riti, sui simboli della cultura ebraica sono tutti elementi indispensabili per apprezzare momenti unici e irripetibili, per chi volesse recarsi in Terra Santa.

Sembra poi un paradosso ma è stata per me una grande opportunità anche quella di aver potuto fare il viaggio nel mese di gennaio 2004: propizio come temperatura sufficientemente mite, ma calda politicamente. Questo ha consentito innanzi tutto di avere un'accoglienza veramente inimmaginabile sia da parte ebraica che araba, a non dover subire code per visitare i Luoghi Santi e quindi risparmio di tempo in assoluto e poter fare acquisti trattando i prezzi in un paese dal costo della vita notoriamente più elevato del nostro. Al di là di questi aspetti pratici e di non poca importanza, favoriti anche dal fatto che eravamo un gruppo limitato di persone costituito per la maggior parte da sacerdoti diocesani con varie esperienze di Terra Santa, erano stati organizzati alcuni incontri con persone autorevoli - Card. Martini, Padre Ibrahim, Nunzio Apostolico, Segretario del Ministro per il Turismo d'Israele - in grado di testimoniare vicende da loro vissute in prima persona.

Sarò forse un po' emotivo, ma ancora oggi rivedendo le immagini che ho fissato su diapositive, rileggendo appunti raccolti e ascoltando le registrazioni di qualche intervista o canto arabo a Maria mi sento trasportato in questa terra dove Gesù attende ancora oggi di essere riscoperto da noi come il Vivente, come Colui che è presente. Naturalmente non incontrerete il Signore che porta la Croce quando percorrerete la Via Dolorosa, oggi invasa da gente rumorosa e da venditori che gridano. Altrettanto probabilmente non sentirete la presenza di Gesù nella Valle del Cedron, che sempre più assume le caratteristiche del nostro tempo. Spesso non sarà facile trovare il Signore nei luoghi della Sua Passione, perché gli edifici o le chiese che vi si trovano difficilmente possono aiutarvi a immaginare ciò che avvenne un tempo in quei luoghi. Eppure, nonostante tutto, quel Gesù che visse a Gerusalemme e in Galilea predicando, facendo miracoli e soffrendo, Vi aspetta.

Da: Claudio Beati

Argomenti: AppuntiViaggi |
Scritto da Claudio Beati| Stampa |30 Luglio 2004