O Cristo, Signore di tutti e datore di vita, generato dalla mente dell'altissimo Padre, guarda benevolo le voci e la preghiera di coloro che ti supplicano umilmente.
Guarda, o Dio, come il tuo popolo supplichevole faccia risuonare nel tempio il suo canto per onorare la Chiesa, nella ricorrenza annuale in cui ne celebriamo la festa.
Questa casa sorge a te debitamente dedicata, in essa il popolo prende dall'altare il Corpo consacrato e si abbevera al beato Sangue.
Qui le sante acque sciolgono le colpe di coloro che hanno errato e ne annullano le pene; con l'unzione viene generata la stirpe invincibile dei cristiani.
Qui viene data la salute agli infermi, l'aiuto ai deboli e la vista ai ciechi: qui, o Cristo, ci liberi dalla colpa; ogni paura e tristezza è cacciata via.
Qui è annullata la presa feroce del demonio: il mostro caparbio ha paura, e abbandonando le membra che teneva imprigionate, veloce fugge nelle profondità dell'abisso.
Questo è il luogo realmente chiamato corte del Re celeste, porta splendente del cielo, che accoglie tutti coloro che cercano la patria della vita.
Nessun turbine lo scuote, né l'abbatte il vortice dei venti, né vi penetrano le tempeste; ha orrore di questa casa il Tartaro oscuro di profonde tenebre.
Perciò ti chiediamo che tu dica sì alle nostre suppliche con volto sereno; custodisci i tuoi servi che con grande amore celebrano le gioie del tempio.
Nessuna tempesta turbi la nostra vita: siano i giorni lieti e calme le notti, nessuno di noi provi il fuoco, quando il mondo perisce.
Questo giorno in cui guardi il Tempio a te consacrato ci elargisca gioia perenne e rimanga solido per il nostro uso in un lungo spazio di tempo.
Risuoni la lode al Padre supremo del Cielo e si moduli con dolce canto la lode al Nato dal Padre e ugualmente allo Spirito Santo per tutti i secoli. Amen.
Fonte: Canto ambrosiano (V sec.) "Christe cunctorum"
Da: don Giuseppe Ornaghi
Scritto da don Giuseppe Ornaghi| Stampa |05 Settembre 2004 |