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La verità è zero, l'immagine è tutto

Al di là della spaventosa potenza militare che gli Stati Uniti esibiscono quotidiamente, giganti ormai unici, incontrastabili e incontrastati dopo la dissoluzione dell'impero sovietico, la precisa linea colonizzatrice della "civiltà americana" si affida con ottimi risultati non solo alla macchina bellica. L'uso della forza e delle armi, per ora solo convenzionali, sui vari fronti di guerra più o meno dichiarata è ormai diventato per gli States una forma di "politica antiterrorista" a salvaguardia degli interessi della nazione, ma in realtà restringe il campo di azione ai soli "Paesi canaglia" che, per quanto identificati come tali a sola e unica discrezione del presidente George Bush, restano comunque sempre un numero estremamente ristretto rispetto alle ambizioni espansionistiche del nuovo impero. Capita così che allora, per quella grande fetta di mondo che oggi Bush non ritiene nemica diretta ma ugualmente, su un altro piano, appetibile per gli interessi economici della nazione, le mire di supremazia degli Stati Uniti si manifestino in maniera più subdola e indolore con l'imposizione del "mito americano" attraverso il cinema e la televisione.

Se il fatto che l'industria cinematografica holliwoodiana, dopo quella militare, sia la seconda voce del bilancio degli Stati Uniti non lascia alcun dubbio sulla capacità americana di imporre i suoi modelli esportandoli in ogni parte del globo attraverso la pellicola, consola almeno in parte la certezza che, almeno al cinema, una persona ci vada per libera scelta e quindi... Ma se prendiamo in esame il fenomeno televisivo nella sua accezione odierna, vale a dire televisione globale, comunicazione senza confini, utenza illimitata 24 ore su 24, il peso della nuova forma di colonizzazione televisiva aumenta in maniera esponenziale. Se le risorse economiche di una nazione, o più semplicemente le scelte della classe politica al potere non permettono di promuovere modelli propri e autonomi di televisione, ecco affacciarsi dall'etere via satellite il multicolore e ammiccante palinsesto a stelle e strisce che, a partire dalla bottiglietta della Coca Cola, ipnotizza e ammaestra l'utenza calandola in un mondo estraneo che non le appartiene, ma la seduce per ricchezza ed opulenza. È l'America che va all'assalto, non già in divisa e in armi, ma a suon di patatine e hamburger, di telefilm e telepredicatori, di miti e ballerine, pronta a saziare qualsiasi tipo di appetito a suon di dollari. Benedetta democrazia americana!

Fonte: Nuovo Progetto 10-2004

Da: Michelangelo Dotta

Scritto da Michelangelo Dotta| Stampa |11 Marzo 2005
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