Una delle esperienze più memorabili e speciali della mia vita fu la visita della nostra famiglia al Vaticano nel febbraio 2003. La presenza di Papa Giovanni Paolo II, un grand uomo che ha avuto esperienza di prima mano della maggior parte dei più distruttivi "ismi" del ventesimo secolo, conservando la sua fede nell'innata bontà dell'uomo persino dopo aver quasi perso la sua stessa vita per le mani di un assassino. Vado indietro con la mente al momento in cui fu eletto Papa, alla sua prima apparizione al balcone di S.Pietro, e resto scioccata nel vedere quanto fragile fosse diventato. Ricordo pure il suo primo viaggio nella cara Polonia nativa: poco immaginavamo allora che egli avrebbe contribuito così tanto alla caduta della "cortina di ferro". Egli era sicuramente il campione dei diritti dei lavoratori e dei poveri del mondo e, allo stesso tempo, conservatore su molti punti della dottrina. Durante la nostra visita egli era, inevitabilmente, fisicamente debole ma era anche abilissimo nel comunicare chiaramente e fermamente il suo pensiero sui più importanti temi del giorno. Ci fece immediatamente una grande impressione e specialmente ai ragazzi: dal più piccolo, al quale istintivamente porse le braccia, ai più grandi che rimasero colpiti dalla sua presenza in un modo che nessuno di noi avrebbe immaginato. Il giorno seguente, domenica, la nostra delegazione ebbe il privilegio di accedere alla mattina presto alla sua cappella privata. Non dimenticherò mai il momento in cui vedemmo il Papa che era già stato lì a pregare da più di un'ora seduto volgendoci le spalle, debole e vulnerabile sulla sua sedia. Ricordo che pensavo: come poteva un simile sant'uomo sopportare un tale deterioramento fisico, come poteva andare avanti? Si alzò in piedi e cominciò la SS.Messa. La prima parte in inglese, poi in latino. La sua voce era ferma e sicura. La sua fragilità fisica messa da parte. Allora realizzai quanto fosse potente il suo messaggio: il trionfo della Fede sulla Sofferenza. Qualsivoglia fossero i tormenti del suo corpo, il suo spirito si elevava al di sopra di essi, dimostrando sulla sua stessa persona che ciò che è importante sopravvive al decadimento puramente fisico e che l'anima è ciò che resiste. Fu questo spirito che oppose resistenza agli oppressori nazisti e comunisti della sua gioventù e della sua mezza età e che continuò a testimoniare contro tutto quanto c'è di superficiale nel mondo oggi. Fonte: Cherie Blair, moglie del Primo Ministro Tony Blair, su "Daily Telegraph" 3-4-2005
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