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Forse un mattino

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.
Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Poesia "Forse un mattino" di Eugenio Montale da "Ossi di seppia".

Una bellissima poesia che colpisce per la sua intensità e umanità e che riflette l'angoscia dell'uomo di oggi. Si declina velocemente all'assurdo, nel tutto il mondo è un inganno, che non esiste altro che il nulla... La ricerca dell'uomo di un significato che superi i nostri sensi, lo sgomento per i limiti del nostro scrutare. Oserei dire che ci appare in tutta la sua intensità senza anima, con un difetto: ciò che dice non corrisponde alla realtà perché gli alberi, le case e i colli esistono; il mondo esiste e noi esistiamo. Negarlo è forse poesia, ma non c'entra con la realtà. Infatti ciò che il poeta cerca supera i nostri orizzonti e occorre alzare il capo al cielo e ricordarsi che un fatto storico è accaduto oltre 2000 anni fa. E da questo tutto trova senso.

Da: Ezio Ciapanna

Argomenti: TrovareSenso | Lettere |
Scritto da Ezio Ciapanna| Stampa |09 Maggio 2005