Campi ya Kanzi (campo del tesoro nascosto, in Kiswahili, la lingua franca dell'Africa Orientale) è situato alle pendici delle colline Chyulu, tra Kenya e Tanzania, di fronte alla montagna più alta del continente, il Kilimanjaro. Qui, io e Antonella, allora fidanzata, oggi moglie, siamo venuti in questa parte di paradiso africano nel 1995 con un sogno: realizzare la mia tesi di laurea su "La fauna come risorsa rinnovabile in Kenya: sviluppo economico e tutela ambientale". In Kenya il 75% della fauna selvatica vive al di fuori dei Parchi e Riserve Naturali; risulta cruciale per la sua protezione risolvere i conflitti di interesse con i proprietari terrieri. Dopo vari incontri con i Maasai, proprietari di questo Ranch di mille kmq, abbiamo iniziato la nostra opera. Prima le strade, poi il lodge. Abbiamo vissuto per 2 anni in una piccola tenda canadese, e io rimpiangevo le docce in quelle sere stellate, con un secchio appeso a un ramo d'albero... Antonella adesso è piuttosto contenta di abitare, ora sì, in una tenda, ma con luce e acqua corrente! Volevamo realizzare una stretta collaborazione con i Maasai nello sfruttamento sostenibile delle loro risorse. Un esperimento di coinvolgimento totale di una popolazione locale in una impresa turistica: il Kuku Group Ranch è di proprietà di 3mila Maasai. Abbiamo così realizzato un progetto con l'aiuto dei locali Maasai che sono stati coinvolti in tutti i momenti, dal principio sino alla gestione attuale. Questo ha comportato più costi e più dispendio di tempo, ma il risultato finale è che il Campo è sentito da loro come una loro impresa! Come pastori hanno prima imparato a essere muratori, poi camerieri, poi autisti e ora guide. Tutte le costruzioni sono state realizzate con materiali locali, dalla lava per i muri alla paglia per i tetti. La tecnologia più avanzata è stata utlizzata per costruire un vero campo ecologico: l'energia elettrica è fornita da un gruppo di 16 pannelli solari. L'acqua calda è ottenuta da boiler solari, in cucina non si brucia legna, ma carbone ecologico prodotto dall'agenzia delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) con gusci del caffé. L'acqua è la risorsa più preziosa, dovendo essere trasportata dalla vicina sorgente distante 20km e sono stati costruiti dei filtri in lava per riutilizzarla, sia nel piccolo orto sia nei laghetti a cui si abbeverano gli animali selvatici. Gli scarti della cucina vengono destinati a una composta. Ogni aspetto del campo è stato studiato e realizzato per avere il minimo impatto ambientale. Tutti i cottages sorgono su una piattaforma di legno con un bagno in muratura, luce e acqua corrente. Il campo ospita max 14 persone. Nei primi anni di operatività abbiamo ha già ottenuto grandi risultati. I soldi raccolti con il conservation fee di $30 che ogni ospite paga al giorno, rappresentano una significativa entrata per la comunità. Si sono aiutati i bambini più bisognosi a andare a scuola, rimborsati gli animali domestici uccisi dalle bestie feroci, fornite medicine. Tutti hanno capito i vantaggi della protezione degli animali selvatici. Nella proprietà è notevolissima la biodiversità. Il Ranch infatti confina con le colline Chyulu, con una foresta tropicale, sino alle pendici del Kilimanjaro, passando dal bush alla savana, con 3 fiumi, 1 lago e 1 sorgente. Ci sono quindi numerosissime specie di animali e di uccelli. Oltre ai "big five" (leone, leopardo, rinoceronte, bufalo, elefante), tantissime zebre, gnu, giraffe, i rari licaoni, i timidi cudù minori, i gerenuk, gli oryx e tanti altri mammiferi poco comuni si possono trovare con facilità. Tra le 400 specie diverse di uccelli, quelle da preda sono le più interessanti: vi sono anche le aquile di Verraux. Il Ranch è oltretutto in una delicatissima area di protezione, tra i parchi Nazionali di Tsavo e di Amboseli. Campi ya Kanzi ha indicato una nuova via di protezione dell'ambiente, basata sul vero coinvolgimento e co-interesse dei proprietari terrieri. La Ecotourism Society of Kenya ha premiato gli sforzi di protezione ambientale con il Bronze Award. L'Adventure Magazine della National Geographic Society ci ha menzionato come il miglior eco-friendly lodge d'Africa. L'ecoturismo responsabile non sta solo cercando di garantire la soppravvivenza dell'inestimabile patrimonio faunistico della zona, ma anche di consentire ai Maasai di non abbandonare le loro tradizioni, vecchie di un millennio. Ecco il nostro impegno. Risorse utili: Maasai Wilderness Conservation Trust - Campi ya Kanzi
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