L'uomo, in genere, di fronte al dolore e alla morte si ribella, perché, avvezzo a godere i piaceri della vita, non vorrebbe né soffrire, né morire. Dio non ha creato il male, la sofferenza e la morte, ma ha creato ogni cosa in modo ordinato, perfetto e sano. Niente era soggetto a consumarsi, a invecchiare, a soffrire e a morire. Dio aveva creato tutto l'universo, chiamandolo all'esistenza e aveva creato l'uomo chiamandolo all'esistenza e facendolo immortale (cfr Sap. 1,13-15). Il male, la sofferenza, la morte sono entrati nel mondo per invidia del maligno (cfr Sap 2,24), cioè di Satana, il quale, servendosi di Adamo ed Eva, aveva fatto entrare il peccato in tutto il Creato. Il peccato poi ha portato il disordine, lo squilibrio in tutte le creature ordinate e perfette, per cui ogni essere, compreso l'uomo, è soggetto a consumarsi, a invecchiare, a soffrire, a morire. San Paolo dice che tutto il creato geme e soffre, fino ad oggi, le doglie del parto, cioè soffre a causa del peccato (cfr Rm 8,22). Quindi la causa delle nostre sofferenze e della nostra morte non è Dio, ma il peccato. La sofferenza colpisce sia i peccatori che i giusti e gli innocenti. Giobbe, uomo giusto dell'Antico Testamento (cfr Gb 1) e i bambini che soffrono, ne sono la prova più evidente! Gesù, venendo sulla terra, non ha eliminato la sofferenza, ma l'ha valorizzata. La sofferenza è diventata, per mezzo di Gesù, la strada che conduce al paradiso (cfr Lc 9,23). Questa parola di Gesù sono una vera consolazione per chi soffre, perché sa di non soffrire invano, ma continua con la sua immolazione l'opera della redezione di Gesù. Egli, per tutti i prodigi compiuti nella sua vita pubblica, è considerato il Dominatore di potenze demoniache (guarendo gli indemoniati, cfr Mc 5,15 e Lc 8,35), il Dominatore delle malattie (fisiche e spirituali, cfr Gv 9,1-41), il Dominatore della morte (resurrezione di Lazzaro, Gv 11,43 e della bambina di 12 anni, figlia di Giairo capo della sinagoga, cfr Mt 9,18). Gesù è il Salvatore, colui che è venuto a salvare tutti noi dalla morte eterna, colui che è venuto a riaprirci, con la sua morte in croce, le porte del Paradiso, chiuse ai nostri progenitori dopo il peccato originale. Per ottenere la salvezza, è necessaria, da parte nostra, la fede. Solo la fede! Se sappiamo di dover morire, non temiamo più la morte, perché essa è per noi l'inizio della vita senza fine, è la nostra nascita al cielo. La morte è la nostra Pasqua Eterna, perché attraverso di essa passiamo alla Resurrezione eterna, prima con l'anima e poi anche con il corpo alla fine del mondo. Ecco perché i Santi nella sofferenza gioivano! Essi sapevano! Infatti, San Paolo ci dice che la sofferenza, la malattia, la morte non ci devono far paura, se restiamo uniti al Cristo. Sappiamo con certezza che queste prove, un giorno, si tramuteranno in gioia senza fine (cfr Fil 1,20). L'unica cosa che dobbiamo temere è il peccato, perché esso ci separa da Cristo, provoca in noi la morte eterna e ci getta nella disperazione. Di fronte alle malattie, alle prove, alle persecuzioni, alle calunnie e a qualsiasi altro tipo di sofferenza fisica, morale e spirituale, occorre conservare la nostra fede, sperando in Gesù nostro Salvatore (cfr Mt 10,28 e Lc 12,4). San Paolo continua a dire che le sofferenze del tempo presente non sono assolutamente paragonabili alla gloria che Dio ci manifesterà (cfr Rm 8,18). Tutto il Creato che geme e soffre le doglie del parto (a causa del peccato) aspetta con ansia, insieme all'uomo, che Dio lo liberi dal potere della corruzione, per partecipare alla libertà dei figli di Dio (cfr Rm 8,21-23). Gesù è venuto sulla terra, non soltanto per redimere l'uomo, ma per redimere l'universo. Egli è venuto per riportare tutto il Creato nelle stesse condizioni in cui si trovava, prima che il peccato facesse la sua comparsa nel mondo. Cioè allo stato puro, sano, bello, innocente come quando non si conosceva il male, la sofferenza e la morte. Lo Spirito Santo, che abbiamo ricevuto da Dio nel Battesimo, sostiene e alimenta continuamente in noi cristiani (soprattutto in chi soffre) la speranza che un giorno tutti noi saremo col Cristo per non soffrire più. Argomenti: Sofferenza | LaMorte | EvitareMale | ElementiFede | BellezzaCreato | Teologia | Catechesi | Scritto da Barbara Benedetta| Stampa |18 Maggio 2006 |