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Impatti asteroidali

Fenomeni di inaudita violenza (anche se di molti ordini di grandezza inferiore a quella di una supernova o di un GRB) avvengono anche all'interno del nostro sistema solare e, per rendersene conto, basta osservare la Luna con un modesto cannocchiale. La superficie del nostro satellite appare costellata di crateri dovuti all'impatto con corpi minori del sistema solare; i crateri sono molto diffusi su tutti i pianeti di tipo roccioso di tipo terrestre e sui satelliti dei pianeti gioviani. Infatti il sistema solare, oltre ai pianeti, contiene milioni di corpi minori (meteoriti, asteroidi, comete) con dimensioni che variano da qualche millesimo di millimetro a qualche centinaio di chilometri; quando l'orbita di uno di questi corpi interseca quella di un pianeta è possibile una collisione.

Anche la Terra in passato deve essere stata oggetto di numerosi impatti ma l'azione degli agenti atmosferici (vento e pioggia) ne ha cancellato quasi totalmente i crateri; nonostante tutto alcune di queste antiche cicatrici sono ancora visibili come, ad esempio, il famosissimo cratere, visibile solo da immagini prese in quota, che si trova nello stato canadese del Quebec e generato dalla collisione con un asteroide avvenuta circa 200 milioni di anni fa. Le conseguenze di impatti di questo tipo sono devastanti; oltre agli effetti immediati come onde d'urto e giganteschi tsunami che farebbero più volte il giro del pianeta, avremmo effetti a lungo periodo sul clima. Infatti l'impatto con un grosso asteroide o una cometa provocherebbe il sollevamento di milioni di tonnellate di polvere che finirebbero nell'alta atmosfera riducendo in maniera sostanziale la quantità di luce proveniente dal Sole.

Avremmo così un periodo iniziale di raffreddamento e un drastico calo dell'attività fotosintetica delle piante cui seguirebbe un periodo di forte riscaldamento per effetto serra. [NdR] L'effetto serra è un fenomeno attraverso il quale alcuni gas presenti nell'atmosfera, denominati "gas serra", assorbono le radiazioni infrarosse provenienti dal riscaldamento del suolo e ne ritardano la dispersione verso lo spazio esterno. In questo modo la temperatura media della superficie terrestre risulta più alta di quella che si avrebbe in assenza di atmosfera.Il gas serra più conosciuto è l'anidride carbonica (CO2). È opinione diffusa, ma non condivisa da tutti (compreso lo scrivente), che l'anidride carbonica prodotta dalle attività umane comporterà nei prossimi decenni un forte innalzamento della temperatura media del pianeta.

Per un ecosistema come il nostro che dipende fortemente dalla temperatura e quasi completamente dalla luce solare le conseguenze sarebbero catastrofiche con la scomparsa di intere speci animali e vegetali. Queste considerazioni di carattere astronomico sono quasi profetiche. Infatti gli scienziati che studiano la storia della vita sulla Terra hanno scoperto, in maniera del tutto indipendente, che a partire dalla comparsa dei primi organismi viventi complessi (circa 700 milioni di anni fa) la vita ha conosciuto e superato diverse crisi biologiche, cioè la scomparsa in tempi più o meno rapidi di numerosissime speci di esseri viventi che sono state chiamate "grandi estinzioni".

Da: Marco Marchetti

Argomenti: Scienza | Natura |
Scritto da Marco Marchetti| Stampa |04 Giugno 2006