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Zapping tra i telegiornali

Se è vero che un network, una emittente o anche semplicemente una rete televisiva si connotano agli occhi dell'utenza soprattutto in base alla qualità e al tipo d'informazione che riescono a fornire e a garantire, è altrettanto vero che oggi, molto spesso, è l'informazione stessa, la notizia, a dettare i confini di un universo televisivo sempre più ampio e sempre più connotato. La sensazione che quotidianamente si prova, telecomando alla mano, a percorrere trasversalmente i diversi telegiornali, è quella del classico naufrago che, al centro dell'altrettanto classica isoletta deserta e circolare, scruta il mare da ogni lato per ritrovarsi puntualmente di fronte al medesimo paesaggio.

Volti, spazi, redazioni e pesi diversi, di fatto non modificano l'essenza della notizia, ma al massimo la elaborano ad arte ad uso e consumo dei più sprovveduti. Ma il disagio non sta tanto nella colorazione politica del fatto o del Tg, fastidiosa quanto si vuole, ma di pubblico dominio e quindi riconoscibile da un'utenza con 50 anni di Tv sulle spalle. Il disagio, quello vero, lo si prova esercitando la pratica del confronto tra le diverse proposte dell'informazione televisiva. Se, con un minimo di spirito critico, analizziamo i Tg dopo averli idealmente sovrapposti uno sull'altro, non possiamo non accorgerci che risultano praticamente identici. Combaciano nella maggioranza assoluta dei punti, ci blandiscono da prospettive differenti, ma sono assolutamente allineati nella scelta delle notizie che forniscono. E in questo rigore censorio, in questo paesaggio d'informazione fotocopia, sembra definitivamente scomparsa ogni possibilità di fare "altra informazione", dare volto e voce a quella faccia della realtà che è sotto gli occhi di tutti, ma che raramente diventa notizia da telegiornale.

Consolidata ormai nel tempo l'atavica convinzione tutta italiana che il telegiornale esaurisca e appaghi ogni nostro desiderio d'informazione, tenendoci felicemente al passo con i tempi, ci scopriamo sempre più disponibili a sorvolare sul fatto che tutto ciò che è scomodo, magari sbagliato o palesemente falso nel nostro sistema, puntualmente non compare nel grande orizzonte dell'informazione. Per i nostri nonni «l'ha detto la televisione» era sinonimo di «allora è vero» e ripensandoci a tutti viene naturale un mezzo sorrisino, misto di tenerezza e compassione. Oggi, purtroppo, generazioni più erudite e socialmente più preparate, sembrano egualmente convinte della medesima equazione riformulata in negativo, «non l'ha detto la televisione, allora non è vero» ed è molto peggio!

Da: Michelangelo Dotta

Scritto da Michelangelo Dotta| Stampa |06 Giugno 2006
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