I venti di guerra preannunciati lo scorso Natale purtroppo sono arrivati e anche forti non solo a livello internazionale, ma anche nelle Filippine e specialmente nell'isola di Mindanao dove ci troviamo noi. Subito dopo la fine(?) della guerra in Iraq, i conflitti tra ribelli musulmani e forze governative, si sono intensificati. Un conflitto scoppiato nella nostra provincia che sta causando centinaia di morti tra forze governative, ribelli e civili, e migliaia di evacuati (circa 80.000). La nostra missione è stata coinvolta in parte (solo 2 villaggi a circa 25 Km) ma l'effetto c'é stato e la paura rimane. Settimana scorsa sono andato a visitare un villaggio tribale in montagna al limite della foresta e durante l'incontro si sentivano chiaramente in lontananza (20 Km) i colpi di cannone. Durante tutto il periodo dell'incontro (2 ore) ne abbiamo contati 58! Chissà quando avremo la pace! Oltre alle calamità provocate dall'uomo quest'anno ci si è messa anche la natura: per 2 volte ha rovinato il raccolto dei contadini. La prima verso fine 2002: in novembre ha piovuto, così i contadini hanno seminato il granoturco, poi 2 mesi senza una goccia d'acqua. La seconda a febbraio, pioggia con semina, marzo e aprile secco, così perso tutto un'altra volta. A maggio ha iniziato ancora a piovere e seminato nuovamente. In questi giorni sta piovendo ma speriamo che sia la volta buona. Purtroppo molti contadini hanno preso in prestito sementi e fertilizzanti dai negozianti, che costano il doppio del prezzo di mercato e quindi quest'anno faranno 1 solo raccolto ma devono pagare per 3 volte perché le prime 2 sono andate a vuoto... Lunedì scorso è iniziato il nuovo anno scolastico (da giugno a marzo), le spese scolastiche sono tante specialmente per chi ha più figli a scuola e il cibo scarseggia, si accontenterebbero anche solo di riso o granoturco. Il prossimo raccolto, se tutto va bene (perché qui non si sa mai, una volta non piove o piove troppo, ci sono infestazioni di topi o di cavallette, c'è sempre qualcosa), dovrebbe essere verso la fine di agosto. Ma molti a dire il vero non aspettano nemmeno il raccolto, è sufficiente che la pannocchia del granoturco abbia dentro qualcosa che iniziano a mangiarla. È così quando arriva il momento del raccolto spesso più della metà se ne è già andato, e se uno poi ha i debiti da pagare... è finita! Insomma la vita è dura, e in genere chi ne soffre di più sono i bambini. Noi da parte nostra cerchiamo di fare del nostro meglio, ma il governo fa poco e questo crea spesso malcontento tra la povera gente. Purtroppo alcune volte degenera in violenza e il governo risponde spesso e volentieri con la violenza. Quindi i soldi che potrebbero essere usati per aiutare la gente in difficoltà invece vengono usati per arruolare militari o paramilitari, comperare fucili o altro materiale bellico. La povertà genera violenza, si risponde con la violenza che non fa niente altro che creare ulteriore violenza e così via. Spezzare questa catena dell'odio rimane la nostra sfida, ma più si va avanti, più diventa difficile perché la gente a un certo punto si abitua e così tutto rischia di entrare nella normalità. Allora diventa normale sentir dire: «ma sì, un morto in più o uno in meno tanto cosa cambia» o «fa niente se mi uccidono, l'importante è che riesca anch'io a uccidere prima di essere ucciso», e così via. Tutti desideriamo la pace - penso anche a quelli che fanno la guerra - ma come ottenerla? Questo è il problema, questa è la nostra sfida. Risorse utili: Pimephilippines
Argomenti: Missione | ConoscereGliAltri | Scritto da padre Fausto Tentorio| Stampa |12 Giugno 2003 |